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Intervista a Kodály sull'educazione musicale - 1966 - video

 

La musica è di tutti. 

 

Ogni persona ha il diritto di imparare la lettura e scrittura musicale.

La musica ha la sua influenza sulla personalità, capace di formarla, influenzarla.

L’educazione musicale si deve cominciare dalla nascita, o prima della nascita. 

La casa e la scuola possono avere una grande influenza  nel rendere sensibili i bambini alla musica.

 

Gli insegnanti attraverso interventi mirati, possono promuovere esperienze musicali piacevoli, formando il gusto musicale dei bambini ottimizzando la capacità di apprendimento attraverso il canto e l’ascolto della musica. L’insegnante deve rendere piacevole l’attività di canto privilegiando la forma ludica attraverso la quale affinare e rafforzare la capacità di ascolto ed intonazione degli allievi.  Fin dalla tenera età,si può avviare i bambini all’apprezzamento della musica di qualità.

 

Kodály ritiene che la cosa più naturale per fare musica sia cantare. Tutti lo possono fare, è una attività accessibile, realizzabile in qualunque momento, non necessita di strumenti aggiuntivi… la voce è alla portata di tutti. Non esclude lo strumento, ma libera il tempo per lo studio della tecnica da imparare per lo strumentista, visto che la lettura è basata alla lettura con la voce, o solo immaginando i suoni, melodie, intervalli, armonie etc.

 

Per rendere possibile l’apprendimento da parte degli alunni, della corretta modalità di esecuzione del canto ci serve un metodo didattico ben progettato, accessibile  a tutti, che tutti possano comprendere.

 

Kodály suggerisce di adottare la solmisazione relativa.

 

Il metodo Kodály è il risultato di una lunga ed interessante ricerca effettuata dallo stesso Kodály, all'inizio del XX secolo.

 

I principi fondamentali: 

 

- ogni popolo deve avere la sua  propria madrelingua musicale; 

- mette in evidenza le canzoni folcloristiche e si prefigge di insegnare musica, prendendo spunto da queste, procedendo ad una accurata scelta ed organizzazione delle stesse procedendo per difficoltà e complessità crescente raggruppandoli didatticamente in ordine a diversi criteri come il ritmo, ambito, difficoltà melodica etc.

- si deve incominciare nell'età prescolastica, dando continuità e frequenza costante agli interventi,

- i bambini imparano attraverso la musica viva, attraverso la voce e il canto in gruppo a scoprire e conoscere le piccole cellule melodiche, imparando ad  orientarsi nella musica tonale "per gradi" e "per forme", senza perdere il piacere del canto.

- l'orientamento "melodico" si aggancia con  l'orientamento nello "spazio" attraverso i segni cheironomici

- l'introduzione delle note relative (do-mobile) segue quelle assolute, rafforzando il senso e l’ orientamento nella tonalità

- il metodo, facilita la percezione degli intervalli, attraverso l'intonazione vocale, prendendo esempi dalla musica 

- sviluppa la lettura e la scrittura, attraverso il dettato musicale sia di melodie che armonie

- rende l'udito e la vista uno strumento unico  capace di  recepire lo spartito musicale che sarà, attraverso  lo sviluppo graduale dell'udito "interiore", leggibile prima che l'allievo lo trasferisca sulla voce o sullo strumento musicale, liberando energie per imparare la tecnica dello strumento o canto.

- rafforza la gioia di operare insieme nell'esecuzione corale, oppure suonando 

- facilita la comprensione del materiale musicale per quelli che studiano uno strumento musicale, lasciando l'energia per imparare la tecnica dello strumento, e l'esecuzione musicale del brano